SA MATESSI DIE – 1 luglio 1910
A Tortolì nasce un allevamento di struzzi famoso in tutta Europa

Nel 1910 nasceva a Tortolì un particolare allevamento di animali, l’allevamento di struzzi, che per alcuni decenni fu famoso in tutta Europa.
L’intuizione fu di un maestro elementare di nome Peppino Meloni che non abbandonò i suoi struzzi sino alla fine della sua vita. Un’attività imprenditoriale che andò avanti e con successo, fino agli anni Trenta.
Lo scopo principale di questo speciale allevamento era legato al commercio delle piume, che all’epoca erano molto di moda, infatti si usavano per decorare i cappelli, gli abiti femminili e i cosiddetti boa che impreziosivano il collo delle nobili donne dell’epoca ma anche delle ballerine dei celebri cabaret d’Europa.
La moda delle piume di struzzo si impose sin dalla “Belle Époque” il periodo storico-culturale europeo che va dall’ultimo ventennio dell’Ottocento all’inizio della prima guerra mondiale.
I primi esemplari di struzzo portati in Ogliastra provenivano dalla Germania.
Si riprodussero molto velocemente e poco tempo dopo, nella località di Baccasara, nella piana di Tortolì fu creato uno stabilimento molto grande in un terreno di ben 26 ettari, dove Peppino Meloni arrivò ad avere ben 175 esemplari.
La produzione era talmente abbondante che le piume vennero vendute non solo in Italia, ma anche all’estero. Peppino riesce a realizzare il suo sogno e per qualche anno gli affari vanno bene, ma poi scoppia la guerra e tutto sembra finire.
Ma Peppino Meloni è un sognatore caparbio e trasformerà il suo allevamento in uno “struzzodromo”, dove abili fantini in groppa agli struzzi si affrontano in gare spericolate ed emozionanti.
Inizia così un’avventura che lo porterà con il figlio Franceschino, il fantino Periccu e un gruppo di struzzi camelus, a percorrere le strade d’Europa, per esibirsi nelle principali città: Vienna, Parigi e Bruxelles.
Alcuni struzzi vennero addomesticati e addestrati in modo da poterli cavalcare ed abituarli a trainare il sulky e il calesse.
Il 24 maggio 1921 l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele III visitò lo struzzodromo tortoliese e conferì il titolo di Cavaliere della Croce al merito della Corona d’Italia al proprietario dell’allevamento, Peppino Meloni.
L’attività terminò negli anni Trenta, all’avvento della Guerra, quando piume e struzzi cessarono d’essere ricercati in quanto la moda cambiò radicalmente.
Questa incredibile e romantica storia è emersa prepotentemente nel 2009 grazie ad un libro, anzi un “quaderno” scritto da Bepi Vigna, il fumettista, scrittore e regista baunese, dal titolo “L’uomo che sognava gli struzzi”: scritto appunto da Bepi Vigna, è illustrato da Giovannella Monaco, in arte GioMo, edito per Grafica 77 Editori.
Dal testo è stato tratto anche uno spettacolo teatrale, per la regia di Rita Atzeri, con l’attore Antonio Luciano nei panni del protagonista, uno spettacolo dolce e poetico che ha fatto il giro delle piazze sarde per diversi anni.
Fonti:
Centro Internazionale del Fumetto
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
