SA MATESSI DIE – 15 giugno 1962
Si apre la stagione dell’industrializzazione sarda: nasce la S.A.RA.S.

Era l’epoca in cui la politica sarda in accordo con i governi italiani voleva risollevare i sardi dalla miseria, dalla gravosa disoccupazione e dal fenomeno del banditismo, attraverso una pesante e generale industrializzazione della Sardegna, e questo lo si fece istituendo il noto “Piano di Rinascita” che prevedeva tra le varie cose la costituzione di due poli petrolchimici: uno a Porto Torres e l’altro a Sarroch.
Fu così che a Sarroch, a pochi chilometri da Cagliari, il 15 giugno del 1962 alla presenza di Giulio Andreotti allora Ministro dell’industria, commercio e artigianato la Società Anonima Raffinerie Sarde (S.A.RA.S) avvia i suoi impianti per la raffinazione del petrolio.
La società viene fondata il 24 maggio 1962 da Angelo Moratti, ricco imprenditore lombardo, padre di Massimo Moratti, l’attuale presidente della società .
La raffineria di Sarroch, è una delle più grandi d’Europa e la più grande del Mediterraneo per capacità produttiva (15 milioni di tonnellate all’anno, pari a 300 mila barili al giorno) ed una delle più avanzate per complessità degli impianti (con un indice di complessità Nelson pari a 11,7).
Il gruppo Saras conta circa 1.950 dipendenti. I ricavi nel 2018 sono risultati pari a circa 10,4 miliardi di euro mentre l’utile netto è pari 140,4 milioni di euro. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2018 è risultata positiva per circa 50 milioni di euro.
Collocata in una posizione strategica al centro del Mediterraneo, la raffineria viene gestita dalla controllata Sarlux SrL e può arrivare a gestire il 21% della lavorazione complessiva delle raffinerie italiane con 300.000 barili al giorno.
Nel 2001 il gruppo Saras ha intrapreso anche l’attività di produzione e vendita di energia elettrica mediante un impianto di gasificazione a ciclo combinato (IGCC), che ha una potenza installata di 575 megawatt ed è gestito dalla controllata Sarlux SrL.
Tale impianto utilizza in carica i prodotti pesanti della raffinazione, e, nel 2018, li ha trasformati in 4.363 gigawattora di energia elettrica, contribuendo per il 47,4% al fabbisogno della Sardegna.
Nel 2009 il Comune di Stintino ha intitolato ad Angelo Moratti una via del paese in zona Capo Falcone: la nuova via Angelo Moratti è la via antistante all’Hotel Roccaruja, costruito da Angelo Moratti negli anni sessanta e divenuto luogo di ritrovo per le vacanze di dirigenti e giocatori della squadra di calcio dell’Inter, di proprietà dei Moratti.
La fabbrica però non è propriamente amata da tutti i sardi, soprattutto per i preoccupanti dati di inquinamento ambientale che questa starebbe producendo.
A questo proposito alcuni parlamentari sardi negli scorsi anni hanno avviato delle ricerche su acque marine, terra e aria da varie équipe di specialisti che hanno prodotto risultati preoccupanti.
Sia in mare che in terra, così come nei corsi d’acqua e invasi, è stata riscontrata la presenza di idrocarburi, metalli e altre sostanze considerate nocive.
Ma il Governo italiano, pur riconducendo la contaminazione delle matrice suolo-sottosuolo insaturo e acqua di falda risulta effettivamente alle attività della Sarlux (ex Saras), ha rassicurato che l’azienda sta affrontando il problema «mettendo in sicurezza la falda» grazie a una «barriera idraulica costituita da 46 pozzi».
Ma si tratta di capire se lo stato ambientale dell’area di Sarroch abbia influito sull’incidenza di malattie nella popolazione locale e se Sarlux abbia violato norme penali e questo ad oggi non lo sappiamo.
Nel gennaio 2009 esce il film-inchiesta Oil, prodotto e diretto dal regista Massimiliano Mazzotta, nel quale si denuncia l’inquinamento dello stabilimento di Sarroch e la mancanza di sicurezza per gli operai.
Il 26 maggio 2009 nello stabilimento di Sarroch tre operai di un’azienda esterna rimangono uccisi mentre effettuavano un lavoro di manutenzione in un accumulatore, il D 106; dell’impianto MHC 2 (MildHydroCracking) ed un quarto viene trasportato in ospedale in condizioni non preoccupanti.
I sindacati hanno indetto uno sciopero e parlato di “morte annunciata”, denunciando che la pericolosità del sito era ampiamente nota.
Il 13 dicembre 2010 la famiglia Moratti, proprietaria dello stabilimento annuncia azioni legali contro il libro inchiesta di Giorgio Meletti intitolato “Nel paese dei Moratti. Sarroch-Italia. Una storia ordinaria di capitalismo coloniale”, edito da Chiarelettere.
Il 12 aprile 2011 si verifica un nuovo incidente con un operaio morto e altri due feriti.
Nel 2017 arrivano alla Procura a Cagliari alcuni video che mostrano presunti sversamenti in mare, viene avviata un’indagine sulla Saras, e inizialmente è stata condotta contro ignoti e iscritta con l’ipotesi di reato di disastro ambientale, ora invece sono indagati 6 dirigenti.
Fonti:
La Nuova Sardegna
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
