SA MATESSI DIE – 6 giugno 1912
Si scopre il valore del sughero: nasce la società anonima “Il sughero”.

Si costituisce a Roma la società anonima “Il sughero” con un capitale sociale di 30 mila lire proveniente in gran parte da finanziatori italiani.
Opererà soprattutto a Tempio, dove verrà costruita la “Frabbica noa”.
Il nuovo sugherificio verrà inaugurato l’anno successivo, nel 1913, proprio nel momento in cui si fa più pericolosa la concorrenza spagnola e si profila l’abolizione del dazio di protezione istituito nel 1910 dal Ministero Sonnino.
Qualche anno dopo, nel 1920, a Calangianus, Pietro Molinas, fondava la sua azienda per la lavorazione del sughero. Un’attività semplice basata sull’utilizzo di pochi ed elementari utensili con i quali si eseguivano tutte le fasi di lavorazione del sughero.
Una condizione comune a molti altri piccoli artigiani della zona, ma dalla quale è iniziato il percorso che ha portato alla moderna realtà industriale di oggi.
Un percorso lungo, durante il quale un ruolo fondamentale è stato quello di Peppino Molinas.
Fu lui, infatti, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, ad imprimere una svolta decisiva alla trasformazione dell’azienda da artigiana ad industriale. Con lui arrivarono i primi operai e fu avviata la meccanizzazione di molte fasi di lavorazione.
Agli inizi degli anni ottanta del secolo scorso, quindi, è stata aperta una nuova struttura produttiva attorno alla quale si è sviluppato l’attuale complesso industriale. Contemporaneamente, si è formata una dinamica struttura manageriale che, oltre a gestire le molteplici attività legate al sugherificio, ha anche brillantemente portato avanti un’imponente diversificazione delle varie attività imprenditoriali di quello che è diventato un vero e proprio Gruppo Industriale.
Oggi l’azienda va avanti anche grazie a una bella schiera di nipoti di zio Peppino. La loro “sugheriera” è definita” un’azienda del settore economico autoctono sardo. Una fabbrica verde, che tratta una materia naturale”.
Un’impresa internazionale, radicata nel territorio, con una visione moderna e la missione di dar vita un’economia circolare che si sostiene e alimenta, dove solidarietà e responsabilità sociale sono i pilastri che guidano, da sempre, la mano di chi la conduce.
Cent’anni di storia economica sarda che pochi conoscono.
A Calangianus si è anche creato Il Museo del Sughero. Nel museo sono presenti una raccolta di macchinari antichi di fine 1800 e moderni, la rappresentazione delle varie fasi di raccolta, estrazione e lavorazione del sughero, dimostrano quando il sughero rappresenti uno dei volti della Sardegna.
All’interno anche video-installazioni, profumi e antiche fatiche della capitale del Sughero, Calangianus, ritratta nei volti dei suoi artigiani e dei suoi operai, oltre al tipico paesaggio gallurese.
Il Museo si trova all’interno di un ex convento dei Frati Cappuccini.
Fonti:
M.Brigaglia, Cronologia della Sardegna
La Nuova Sardegna
Molinas.it
