SA MATESSI DIE – 30 maggio 1920
Nasce il Cagliari Football Club ovvero il Cagliari Calcio

Intorno agli anni ’70 del XIX secolo gli inglesi avevano codificato le regole del nuovo sport, il football, gioco che stavano esportando in tutto il mondo, con crescente successo.
In Sardegna già dai primi del ‘900 il seme è gettato.
Nel 1903 viene fondata l’Ilva Football Club, due anni più tardi è la volta dell’Olbia.
A Cagliari, col suo porto meta di tanti navi britanniche, diventa da subito la capitale isolana del “football”. La prima vera partita riportata dalle cronache si disputa domenica 27 aprile 1902, tra due gruppi di studenti universitari cagliaritani in Piazza d’Armi.
Nel 1911, la squadra della Società Ginnastica Amsicora si reca a Torino per giocare un torneo contro le scafate formazioni continentali. Rimedia sonore sconfitte, ma è una grande esperienza.
I tempi sono maturi perché anche Cagliari abbia la sua compagine ufficiale. Merito del medico e ricercatore Gaetano Fichera, che il 30 maggio 1920 fonda il Cagliari Football Club.
Gaetano Fichera, siciliano di origini, è un docente universitario, uomo di grande spessore sotto il profilo scientifico, è grazie a lui che la domenica del 30 maggio 1920 nasce il Cagliari Calcio.
La prima partita è Cagliari-Torres, e va in scena in un caldissimo 8 settembre, allo Stallaggio Meloni. I cagliaritani indossano una casacca bianca. Sono proprio loro a trionfare, a sorpresa, sui favoriti sassaresi. Vero trascinatore l’ariete Alberto Figari, “Cocchino” per gli amici, capace di segnare una tripletta.
Il neonato sodalizio partecipa quindi al Torneo Sardegna. Le avversarie sono la Torres di Sassari, l’Ilva Maddalena e un’altra compagine del capoluogo, l’Eleonora d’Arborea. Facile l’affermazione dei padroni di casa, che dominano tutti gli incontri. Allenatore-giocatore è Giorgio Mereu, di professione avvocato, che di li a poco assumerà anche il ruolo di Presidente.
Nel 1922 farà costruire una tribuna allo Stallaggio Meloni, necessaria a accogliere un pubblico sempre più numeroso e partecipe. Nel 1926, viene inaugurata una nuova divisa: quella rossa e blu.
L’avvento alla Presidenza dell’avvocato Carlo Costa Marras prelude all’ingaggio di un allenatore-giocatore ungherese. Si chiama Robert Winkler, bravo sia in attacco che in porta. I tempi pionieristici stanno per finire.
Nel 1928, il Cagliari prende parte al primo campionato italiano, quello di Prima Divisione. Il debutto è datato 16 ottobre 1928, sconfitta per 2-1 sul terreno della Virtus Goliarda. Il gol del Cagliari è di Tonino Fradelloni, il terzo di quattro fratelli calciatori.
Il pubblico dello Stallaggio Meloni inizia ad affezionarsi ai suoi giocatori. Popolarissimi il mediano Costa, dalla potenza esplosiva, e il terzino Puligheddu, il cui fisico statuario lascia poche occasioni agli attaccanti avversari. In attacco, raccoglie l’eredità di Figari il toscano Natale Archibusacci, un ragazzo sempre pronto alla battuta, che vede la porta come pochi.
Il Cagliari, che nel frattempo si è trasferito nel nuovo campo di via Pola, arriva alle finali, dove si classifica all’ultimo posto con 3 punti. L’anno successivo, i rossoblu sono quinti assoluti. Una notevole escalation.
Il Dopoguerra
La metà degli anni 1950 sono caratterizzati da una girandola di presidenti e allenatori, tra questi spicca Silvio Piola. In quel periodo il Cagliari si piazza spesso a ridosso della zona promozione.
Nel 1960 il Cagliari retrocede in Serie C, l’anno successivo la squadra sotto la guida dell’allenatore Rigotti sfiora con il secondo posto la riconquista della Serie B, che arriva nella stagione successiva, che, grazie all’arrivo in panchina di Arturo Silvestri, si classifica primo davanti all’Anconitana.
Nella prima stagione di nuovo tra i cadetti, i sardi terminano il campionato all’undicesimo posto. L’anno successivo la società sarda aggiunge alcuni importanti tasselli, tra i quali il futuro campione Gigi Riva.
Grazie a una squadra rafforzata, il Cagliari riesce a conquistare per la prima volta la promozione in Serie A, classificandosi secondo, dietro il Varese
Nel 1964-1965 il Cagliari disputa il suo primo campionato di Serie A, rimontando nel girone di ritorno e arrivando alla fine sesto in classifica con 34 punti.
Nel 1965-1966, l’ultima dell’allenatore Silvestri, il Cagliari arriva undicesimo mentre nel campionato seguente i rossoblù, saranno sotto la guida del mitico Manlio Scopigno.
Nella stagione 1969-1970 il Cagliari di Scopigno, vince il suo primo scudetto.
I sardi balzano al primo posto nella sesta giornata di campionato grazie alla vittoria sui campioni d’Italia a Firenze per 1-0, rimanendo in testa fino alla fine del torneo, benché incalzati dalla Juventus. Il 12 aprile 1970, mentre la Juventus è sconfitta in casa della Lazio, il Cagliari batte il Bari per 2-0 all’Amsicora, acquisendo la certezza matematica del tricolore con due giornate di anticipo.
Mentre in Coppa Italia non riuscì l’impresa ai neocampioni d’Italia, che si posizionarono terzi alle spalle del Bologna, vincitrice del torneo, e del Torino, secondo. Nella Coppa delle Fiere, il cammino del Cagliari è meno fortunato, infatti i rossoblù vengono eliminati nei sedicesimi di finale dai tedesco-orientali del Carl Zeiss Jena.
Negli anni ’80 il Cagliari per vari motivi vive un triste declino e retrocede in serie C.
Nel campionato 1989-1990 ancora imperniato su svariati giovani emergenti, con 47 punti riesce a ripetersi, ottenendo la doppia promozione e approdando di nuovo in Serie Adalla quale era assente da 7 anni.
Al ritorno nella massima serie seguono due campionati conclusi con altrettante salvezze, potendo contare tra le sue file su calciatori di talento come l’uruguaiano Enzo Francescoli (appena qualche anno prima considerato il miglior giocatore sudamericano dell’anno e il sardo Gianfranco Matteoli, oltreché di Daniel Fonseca.
Nel 1992-1993 il Cagliari viene acquistato da una cordata composta da Corrado Ferlaino con quote del 50% e con le restanti quote agli altri soci Franco Ambrosio e Massimo Cellino, quest’ultimo divenuto presidente.
La società con Ambrosio e Cellino venne messa in piedi per evitare la cessione dell’attaccante uruguaiano del club sardo Daniel Fonseca alla Juventus, che in quell’anno passava al Napoli.
L’esperienza di comproprietario del Cagliari, si concluderà dopo appena un anno, nel 1993, a causa di problemi giudiziari che riguardarono Ferlaino e Ambrosio col passaggio della maggioranza delle quote a Cellino.
Il Cagliari del presidente Massimo Cellino e allenato da Carlo Mazzone e con LuÃs Oliveira in attacco si piazza sesto in campionato con 37 punti e riesce a qualificarsi alla Coppa UEFA.
L’anno successivo i sardi arrivano fino alla semifinale della competizione europea affrontando l’Inter, con la quale i rossoblù vincono in casa per 3-2 e perdono nella gara di ritorno a Milano per 3-0, venendo eliminati. In campionato i sardi si piazzano dodicesimi, precedendo di un punto in classifica proprio l’Inter.
Nel 1994-1995 i rossoblù, sotto la guida di Óscar Tabárez, giungono noni, mancando per tre punti una nuova qualificazione alle coppe europee. Nel 1996-1997 il Cagliari retrocede in Serie B dopo aver perso lo spareggio con il Piacenza.
L’anno successivo, i sardi con Gian Piero Ventura allenatore ritornano in Serie A ottenendo nel 1998-1999 una tranquilla salvezza esprimendo un calcio piacevole e divertente; l’anno successivo al termine del campionato 1999-2000 la squadra retrocede ancora una volta in Serie B sotto la guida di Renzo Ulivieri.
Gli anni 2000 è storia recente…
Potete continuare a scoprirla su queste fonti:
Wikipedia
