SA MATESSI DIE – 15 maggio 1943
Bombardamenti aerei su tutta la Sardegna

Dopo circa due mesi di tregua, durante i quali le forze alleate si concentrarono sugli obiettivi in Africa, gli attacchi ripresero colpendo in modo massiccio Cagliari e le cittĆ di Olbia, Sassari, Alghero, Sant’Antioco e Bosa.
Il 13 maggio, tra le 13:35 e le 14:45 e successivamente tra le 22:50 e le 23:07, una flotta di circa duecento bombardieri, tra B-17, B-25, B-26 e Wellington, riversarono su Cagliari quasi cinquecento tonnellate di esplosivo, riducendo ciò che rimaneva della città a un cumulo di macerie.
Il bollettino parlava di 10 morti e 56 feriti. La cittĆ era quasi deserta giĆ da marzo, ma nella sola stazione delle ferrovie dello stato morirono 17 ferrovieri.
Il 14 Maggio tutta la Sardegna era sotto il mirino degli aerei alleati : Olbia con il porto e lāabitato (oltre 20 i morti), la linea ferroviaria e la stazione di Sassari (3 morti), lāaeroporto di Fertilia e la rada di Alghero (6 morti), Porto Torres, Abbasanta, Capo Frasca, SantāAntioco, Calasetta, Santa Caterina.
Fra il 17 e il 18 Maggio si contarono 52 morti ad Alghero, 14 morti e 40 feriti in provincia di Sassari. Fino alla fine del mese non cāera giorno o notte senza incursioni.
Nonostante la portata del raid, il più distruttivo a cui Cagliari andò incontro, il numero delle vittime fu contenuto, in quanto gran parte degli abitanti erano sfollati per lāinterno della Sardegna da diverso tempo.
Dopo i bombardamenti di maggio meno di diecimila persone vivevano ancora a Cagliari, e quattro quinti della cittĆ erano distrutti.
Il 16 maggio il Capitano di Fregata Francesco Murzi, comandante del 7º Gruppo Sommergibili, riportò come Cagliari fosse:
Ā«[…] quasi completamente distrutta. Sono rimaste in piedi poche case […]. Qualsiasi servizio di interesse pubblico ĆØ interrotto. L’energia elettrica potrĆ essere distribuita tra quindici giorni, ma solo a determinate zone di interesse militare. Il problema dell’acqua ĆØ gravissimo in quanto, […] le condutture principali sono state distrutte […]. La cittĆ ĆØ pressochĆ© deserta. […][Ā»
Le incursioni aeree sulla Sardegna si protrassero fino al giorno dell’armistizio, l’8 settembre, senza che tuttavia si registrassero pesanti attacchi come quelli avvenuti nei mesi precedenti.
Difatti i raid alleati sul Mediterraneo si concentrarono da lƬ in avanti sull’invasione della Sicilia.
Cagliari, dopo Napoli, fu la città più bombardata durante la Seconda guerra mondiale.
Secondo alcune stime le vittime tra i civili furono almeno un migliaio altre parlano di oltre 2000 morti), e oltre 40.000 persone persero la casa.
Gravi infatti furono i danni al patrimonio edilizio della cittĆ : su 4.500 edifici esistenti prima del conflitto 720 andarono completamente distrutti e 540 furono gravemente danneggiati; altri 2.295 subirono invece danni minori e 855 risultarono mancanti di porte e finestre a causa degli spostamenti d’aria.
In totale il 75% degli edifici venne distrutto o reso inabitabile.
Circa il 70% del patrimonio culturale della cittĆ rimase danneggiato.
Tra gli edifici più importanti si ricorda la Basilica di San Saturnino (la chiesa più antica di Cagliari) e diverse altre chiese tra cui la chiesa del Carmine, oltre a quelle di San Domenico, Sant’Agostino, Sant’Eulalia e Sant’Anna. Subirono danni anche il Palazzo delle poste e i giĆ citati Palazzo Civico e Bastione di Saint Remy.
Fonti varie
