CARRASEGARE
Approdiamo oggi nei dintorni di Cagliari, più precisamente a Sestu, e conosciamo più da vicino “Is Mustayonis e s’Orku foresu”.



La maschera nasce nel 1997 per tutelare il carnevale sestese e vede oltre i due protagonisti, altre quattro figure: “is carrogas”, “su ju” “su Pilloni Indoviadori” e de “sa Biza”.![]()
S’Orku Foresu è la maschera zoomorfa che gli anziani ricordano nelle parodie carnevalesche antecedenti la Grande Guerra.
Avvolto in una pelle nera d’animale, lunghe corna sul capo, “s’Orku” cammina carico di campanacci, legato alla vita da una corda tenuta all’estremità dai “Mustayonis”, che avanzano in gruppo armati di verghe d’olivastro e canne; vestiti con abiti smessi, sonagli e fazzoletti neri in testa.
Durante il tragitto s’Orku tenta di sottrarsi al controllo dei guardiani.
Si dimena, ma viene strattonato, gettato a terra e percosso coi bastoni, mentre alcuni Mustayonis con fare grave battono rumorosamente le canne attorno a lui, gridandogli: ”S’Orku foresu pedditzoi”. Alla fine resterà esanime sul terreno, ma una manciata di paglia e un rivolo d’acqua gettati per terra lo faranno risorgere per cominciare da capo la sua pantomima.
Mustayonis sono anch’essi espressione del mondo agrario, perché nonostante la banalizzazione del significato etnologico del termine e del ruolo a cui questa figura antropomorfa era originariamente preposta, ancora oggi il “Mustayoni” sta a simboleggiare un fantoccio che si pone nei campi a salvaguardia del futuro raccolto al quale, oltre al banale compito di guardiano prescelto per spaventare gli uccelli, gli è attribuita una funzione magico-scaramantica e propiziatoria contro le carestie, gli spiriti maligni e il malocchio.
La rappresentazione de Su Jù cun is Carrogas riesuma un antico rituale della cultura contadina incentrato sull’aratura a scopo propiziatorio, che viene minacciata dalle cornacchie, quali simboli maligni che attentano al raccolto.
