600 MILIONI A 5: LA POLITICA DELLE BALEARI BATTE SA POLITICHEDDA NOSTRANA
A guardare il titolo dellāUnione Sarda di oggi sembrerebbe che la Sardegna abbia ottenuto nientemeno che 600 milioni di euro grazie allāinsularitĆ .

I 600 milioni sono quanto lo Stato spagnolo ha garantito alle Baleari e le parole virgolettate sono di Francina Armengol, la presidente del governo di un arcipelago tanto vicino quanto lontano da noi.
Per sapere quanto ha fruttato lāinsularitĆ ai sardi bisogna andare nellāarticolo interno dell’Unione. Nelle ultime righe si scopre che lāItalia ha stanziato 5 (leggasi cinque) milioni. E non per la Sardegna, ma per le isole in generale.
Questa vicenda ci ricorda che i risultati li fa la politica, quella vera e non a parole, quella di popolo e non di una Ʃlite di incompetenti.
Francina Armengol ĆØ del Partito Socialista delle Isole Canarie, un partito federato con il PSOE spagnolo ma che porta avanti una politica fedele a quanto recita lāArticolo 1 dello Statuto delle Baleari: ovvero lāautogoverno delle Baleari in quanto ānazionalitĆ storicaā, in quanto āpopolo di liberi e per i liberiā.
Ć questo atteggiamento politico nazionale (balearico) che ho potuto toccare con mano quando ho avuto lāonore di far parte della delegazione sarda che a Maiorca ha firmato quel Patto per il Mediterraneo che lāattuale legislatura sarda ha completamente disatteso.
Ć questa politica alta, al servizio della propria gente, con una visione strategica e la capacitĆ di portarla avanti con determinazione, senza sconti per il governo centrale di qualunque colore sia, che hanno alle Baleari e che manca come lāaria ai Sardi e alla Sardegna.
Da noi invece vince sa politichedda: quella che usa le finanziarie per oliare il consenso in vista delle elezioni; quella in cui gli eletti rappresentano più il loro partito, il loro comune, la loro cerchia personale che gli interessi della Sardegna; quella che ĆØ contenta di aggiungere due parole alla Costituzione italiana più per il fatto di dire che cosƬ ĆØ ancora più bella che per dare potere ai sardi; quella che pensa che non serve investire sulla mobilitazione dei sardi ma piuttosto sulle promesse dei governi amici e lāattesa di qualche mancia che ci consenta di sopravvivere a stento.
E così, a fianco alla bella intervista della Armengol, lèggiamo delle ennesime promesse di Solinas, che si fa bello di non si sa cosa. Mentre le promesse dei suoi amici (Salvini è ormai da anni al governo) tali sono e tali rimangono.
Ma il problema vale anche a sinistra, va da sé. Perché qui il problema è chi è pronto a impegnarsi e battersi per questo popolo, per questa nostra gente, per questa nostra nazione, qualunque sia il legame che ciascuno sceglie di intrattenere con i partiti italiani.
Il Partito Socialista delle Isole Baleari ĆØ federato al PSOE, ma parla in catalano e lavora per la nazione balearica.
Qui, destra, sinistra, sardisti lavorano per se stessi e i propri amici dāoltremare.
Ai sardi non ci pensa nessuno.
Neanche i sardi stessi, talmente rassegnati da non mettersi neanche il più problema di farsi rappresentare.
E cosƬ non ci resta che constatare che alle Baleari vanno 600 milioni e a noi nulla. E che se a loro vanno 600 milioni ĆØ perchĆ© le Baleari hanno una politica. Mentre noi, che ne avremmo davvero bisogno, non solo non lāabbiamo ma abbiamo persino paura di averla.
Bisogna cambiare.
A innantis!
