AUTONOMIA DIFFERENZIATA? UN NUOVO STATUTO PER UNA SARDEGNA DIFFERENTE!
Davanti al governo italiano che porta avanti un progetto di autonomia differenziata la Sardegna dovrebbe reagire mettendo in campo una proposta di un nuovo Statuto che finalmente ne riconosca la fisionomia natzionale (storia, lingua, cultura, tradizioni…) e aumenti i poteri per poter compiere scelte strategiche per la propria esistenza (ambiente, sanità, energia, scuola, paesaggio, beni culturali, ordine pubblico…).

Farlo significherebbe avere un’idea forte e coraggiosa di sé, l’idea di una Sardegna che non teme di prendersi responsabilità e difendere i propri interessi. Farlo significherebbe inserirsi in una partita altrui con una propria soggettività per piegare la contingenza a proprio vantaggio.
Questa idea di Sardegna, tuttavia, non è patrimonio delle forze politiche che oggi rappresentano i sardi, che davanti alla vicenda dell’autonomia differenziata ragionano secondo due grandi schemi: il primo è che chi governa ha ragione e va sostenuto fideisticamente, magari chiedendo qualche briciola insularista in cambio dell’appoggio ad un decreto che certamente piace tanto al Nord, il secondo è che chi governa sbaglia totalmente, e rischia di spaccare l’Italia togliendo al meridione (di cui i sardi farebbero parte) quel po’ di assistenza che lo Stato centrale può ancora garantire.
In entrambi i casi la Sardegna scompare, resa subalterna agli interessi dominanti del Nord per un piatto di lenticchie o accumunata al centralismo romano che da sempre spaccia per unità una dinamica che ha fin qui arricchito il Nord e blandito il Sud con l’elemosina.
Insomma, in ogni caso la Sardegna, davanti all’autonomia differenziata chiede assistenza: o dal padre-padrone del Nord o dal padre-padrone Stato-unitario.
A queste condizioni diviene persino inutile discutere su cosa sia meglio che accada in Italia, perché alla fine sempre col cappello in mano finirebbero i sardi.
Se fossimo ancora un popolo – almeno un popolo! – noi sardi oggi giocheremmo la nostra partita per un nuovo Statuto Sardo, una vera carta di sovranità del popolo sardo, che finalmente riavvi un serio percorso di autodeterminazione, pronti a confrontarci con idee chiare, cuore saldo e progetti nostri con lo Stato italiano, centralista o autonomista che sia.
A innantis! ![]()
