L’ “INVASIONE CAVALLETTE” E L’IMMOBILISMO DELLA REGIONE
Invasione cavallette: dove eravamo rimasti?

Di Rita Tolu
Il 3 agosto 2022 il Mipaaf emette un’ordinanza “finalizzata all’adozione di misure fitosanitarie d’emergenza per il contrasto di Dociostaurus maroccanus atte ad impedire la sua diffusione nel territorio della Repubblica italiana”, con la quale si approva il “Piano d’azione per il contrasto e il contenimento delle infestazioni acridiche in Sardegna” elaborato dall’assessorato all’agricoltura della Regione Sardegna.
Il piano d’azione stabilisce che gli strumenti alla lotta integrata sono:
1. interventi meccanici, ossia le lavorazioni dei terreni, che devono essere eseguite dai detentori dei fondi a qualsiasi titolo;
2. Interventi fisici, ovvero l’utilizzo del fuoco, sulle grillare che comporta il coinvolgimento del Gruppo di Analisi ed Uso del Fuoco (GAUF) del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna;
3. Interventi chimici che riguarderanno sia il ricorso a fitofarmaci autorizzati per l’impiego contro le cavallette, sia biocidi per applicazioni in ambito civile o rurale. Responsabili di tali attività sono i Centri provinciali anti insetti delle Province interessate e ditte di disinfestazione private contrattualizzate anche dall’agenzia Laore;
4. Interventi biologici, si individuano i prodotti biologici da utilizzare per la disinfestazione con interventi che saranno coordinati e svolti dalle Province (Centri Provinciali Antinsetti) che potranno far ricorso anche a ditte esterne specializzate.
Tuttavia, le attività prodromiche a questi interventi e di cui ancora non si vede traccia sono sostanzialmente due:
– richieste di deroga al Mipaaf (deroghe per l’utilizzo di fitofarmaci in regime biologico, per la difesa del suolo etc), attività che può essere svolta solo ed in via esclusiva dall’assessorato all’agricoltura;
– carta delle lavorazioni, ovvero, come prescritto dall’ordinanza Mipaaf, un documento che stabilisce quali sono i confini della zona rossa (dove gli interventi di cui sopra sono obbligatori) e quelli della zona arancione (zona cuscinetto dove gli interventi diventano obbligatori solo se si superano soglie di pericolo prescritte).
Il piano d’azione si spinge al punto di stabilire un calendario per gli interventi, in particolare indica che gli interventi meccanici devono svolgersi dal mese di agosto 2022 sino al mese di febbraio 2023.
Gli agricoltori e allevatori però, in assenza di una carta delle lavorazioni, dovrebbero intervenire a sentimento, in base alle loro intuizioni. Senza contare il fatto che tra qualche giorno, causa piogge, molti fondi diventeranno inaccessibili, per tanti è già così, ergo sarà impossibile qualsiasi lavorazione.
La situazione sarebbe comica se non fosse che l’ordinanza Mipaaf stabilisce delle sanzioni pecuniarie a carico di chi non effettua le lavorazioni dei terreni.
Proprio per queste ragioni, ad agosto il Comitato ha inviato una pec agli assessorati competenti e alle commissioni che se ne occupano, spiegando la necessità di conoscere gli interventi che la RAS intendeva attuare, per programmare l’annata produttiva.
In sostanza si voleva capire se e cosa seminare e valutare l’opportunità economica di tali operazioni di fronte alla probabile invasione che potrebbe verificarsi ad aprile 2023, se non si interviene efficacemente.
Mi pare una richiesta lecita da parte di cittadini che vivono del proprio lavoro, e non di indennizzi (nessun agricoltore o allevatore sino a questo momento ha mai ricevuto un euro di indennizzo per la questione cavallette, ma questa è un’altra storia).
Dicevo, una richiesta lecita a cui nessuno si è degnato di rispondere.
A quel punto gli allevatori si sono mossi in autonomia, c’è chi ha arato e seminato in linea con gli anni precedenti, chi ha optato per erbai invernali, chi non ha potuto anticipare le spese per le lavorazioni perché aveva già speso tutti i risparmi per acquistare il foraggio per i propri animali perso a causa dell’invasione della scorsa primavera.
L’immobilismo della RAS è imbarazzante e bene hanno fatto il sindaco di Ottana e Confagricoltura a chiedere il commissariamento straordinario.
Il comitato aderisce a questa richiesta ma chiede che il commissario venga nominato dal ministero, perché l’attuale Giunta ci ha dimostrato che non è in grado di governare questa emergenza, nemmeno di individuare e scegliere un reale esperto capace di risolvere la situazione.
Il comitato chiede a tutti i sindaci del territorio di aderire allo stesso comitato così da chiedere formalmente al Mipaaf, tutti insieme, la nomina di un commissario straordinario.
La Giunta Solinas ha evidentemente tempo da perdere, noi abbiamo tutto da perdere tranne il tempo.
