SA MATESSI DIE – 16 Febbraio 1987

Muore John Logan, l’uomo che ha sconfitto la malaria in Sardegna
Muore John A. Logan il 16 febbraio 1987 nello Stato dell’Indiana.
Eppure la sua morte è un lutto per molti sardi che lo hanno conosciuto e hanno apprezzato la sua opera.
Il dottor Logan è l’uomo che come sovrintendente dell’Erlaas (Ente regionale per la lotta anti-anofelica in Sardegna) aveva guidato la fase finale della grande campagna per l’eradicazione della malaria. Logan ci ha anche lasciato un’opera che racconta per filo e per segno l’intera campagna.
In particolare a partire da quell’ottobre 1947 in cui fu nominato sovrintendente (cioè responsabile generale della campagna antimalarica), in sostituzione del dottor J. A. Kerr che ne era stato a capo nella fase iniziale, dal settembre 1946 al settembre 1947. Il libro è intitolato “Il progetto Sardegna”. Il sottotitolo dice: “Un esperimento di eradicazione del vettore indigeno della malaria”.
Si apre con una curiosa affermazione: “Dopo un notevole impegno, durato quasi cinque anni e costato svariati milioni di dollari, il vettore indigeno della malaria, “L’Anopheles labranchiae”, ancora persiste, seppure in numero esiguo, in alcune zone isolate della Sardegna: l’eradicazione, quindi, non fu ottenuta e il progetto dell’Erlaas, sotto questo profilo, deve essere considerato come un insuccesso”. Fortunatamente, subito dopo Logan aggiunge: “Ma la malaria, come malattia sociale, è stata bandita dalla Sardegna e, per la prima volta a memoria d’uomo, è divenuto possibile vivere e lavorare ovunque nell’isola, liberati dall’atavica calamità”. Riassumendo: c’è (può darsi che ci sia) ancora qualche zanzara, ma la malaria non c’è più.
Le frasi di Logan sono citate in italiano perché il libro, pubblicato dalla Johns Hopkins Press di Baltimora nel 1953, è stato tradotto in italiano nel 1995 dal dottor Paolo Carta, che era stato collaboratore di Logan e pubblicato per iniziativa del Rotary Club di Iglesias in una edizione, accompagnata da una cassetta che rievoca la storia di questa battaglia vittoriosa.
Fonti: La Nuova Sardegna
Rubrica a cura di Onrella Demuru
