SARAS: PARLIAMO DI ACCISE

Oggi in Sardegna si torna a parlare della Saras.
Il silenzio di questi 5 anni è uno dei capolavori della destra nostrana.
Per rendersene conto basta ricordare che il centrodestra sardo, e i Riformatori in particolare, quando sono all’opposizione battono forte sulla grancassa delle accise che vengono sottratte alla Sardegna dalla Saras. Poi vanno al governo e non solo non risolvono il problema, ma nemmeno lo affrontano, anzi proprio lo dimenticano e occultano.
Il problema invece è reale. Andava affrontato politicamente sotto la guida Moratti. Andrà affrontato politicamente con la guida Vitol.
La legge italiana consente infatti a Saras di portare in sospensione le accise e di pagarne una parte importante non nel luogo di fabbricazione (Sardegna) ma di commercializzazione (Italia).
Il piccolo particolare è che delle accise pagate in Sardegna il 90% resta a noi mentre di quelle pagate sulla penisola a noi non resta nulla.
Si tratta di risorse che ci servono per i servizi, per creare lavoro, per l’ambiente.
E si tratta di una partita squisitamente politica: negoziare affinché Saras, che quelle imposte le deve comunque pagare, lo faccia qui invece che sulla penisola. Non c’è bisogno di cambiare la legge. Si tratta di agire autorevolmente e guardando tutti a ciò che è meglio per la Sardegna.
I Moratti ci avevano invitato a sentirci tutti “petrolieri sardi” ma non avevano rinunciato al vantaggio finanziario derivante dalla possibilità di sospendere temporaneamente il pagamento delle accise. Non lo avevano fatto anche perché nessuno, men che meno la destra, aveva capito e posto seriamente la questione.
Noi l’abbiamo messa nel programma di coalizione. Grazie all’impegno di A innantis! la trovate nell’Asse Programmatico 10, Pilastro 1, Azione progettuale 3: “Politica fiscale sarda e fiscalità di vantaggio”.
Sarà una partita complessa ma io, noi, siamo pronti a giocarla fino in fondo per il bene dei sardi e della Sardegna.
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
