ALLA RICERCA DEL TRENO PERDUTO: COME LA RAS METTE A RISCHIO GLI STUDI DI UN OVER 27
Una testimonianza di Ivan Statzu

Chi mi conosce sa quanto io tenga allo studio e quanto la mia vita dipenda dalla costante ricerca del sapere e della conoscenza.
Purtroppo nel corso degli anni la vita è stata un’insegnante ben più severa di quanto non lo siano stati i miei docenti, per questo tra varie peripezie mi sono ritrovato a dover studiare in “ritardo”.
Mi sono sempre sforzato di superare il pregiudizio di una società che mi guardava come uno scansafatiche ostinato pur essendo all’oscuro della mia vera storia, ma nonostante ciò ho sempre battuto il ferro per tenerlo caldo anche quando ormai sembrava fosse rimasto poco da battere e la mia forza d’animo era arrivata al limite.
Nonostante tutto comunque sono riuscito ad arrivare all’università , e seppur la dura docente signora Vita abbia cercato nuovamente di abbattermi, grazie alle borse di studio e alla mensa universitaria sono riuscito a non farmi mancare nulla in termini di esperienza e materiale didattico.
Fresco di laurea triennale ed attualmente all’estero per un internship Erasmus+ mi appresto al tanto agoniato momento di frequentare un corso di laurea specialistica, se non fosse per un dettaglio: SONO TROPPO VECCHIO!
In che senso però? Di base ho 32 anni, certo non sono un ragazzino, però non pensavo che si fosse giovani solo fino a 29 anni e 365 giorni, o come pensa la RAS sino al compimento del 27° anno di età . Non voglio pensare sotto quale accezione trovi senso il termine ‘giovane’ per qualche ministro perché potrei sentirmi male… Ma bando alle ciance!
Mi spiego meglio: l’anno passato le agevolazioni sui trasporti ferroviari (per favorire a detta loro la mobilità sostenibile e il diritto allo studio) riguardavano tutti gli studenti entro il 35° anno di età (35 anni e 365 giorni per l’esattezza).
Forte di ciò mi sono illuso che il tragitto Oristano Cagliari non sarebbe stato un problema in termini economici dato che l’agevolazione copriva ben l’80% del costo dell’abbonamento annuale.
Tuttavia ora, postuma riduzione dell’età massima per avere accesso all’agevolazione, mi trovo in un limbo che mi porta a chiedermi se davvero riuscirò a sostenere una spesa prossima ai 1000€ per l’acquisto a prezzo pieno dell’abbonamento, con il rischio di non poter frequentare e di conseguenza perdere il meglio della didattica a contatto con i docenti.
Mettendo anche che riesca ad ottenere la borsa di studio o la casa dello studente, come dovrebbe comportarsi chi nella mia stessa situazione di precarietà ?
Il mio quesito è: davvero il diritto allo studio e le agevolazioni a questo collegate si riducono alla discriminazione imposta dai limiti d’età ? Dati i problemi relativi alla dispersione scolastica, agli scarsi, se non inesistenti stimoli che la regione produce per incentivare l’uso dei mezzi pubblici, è davvero il caso di privare una fetta della popolazione di un sostegno così importante alla mobilità ?
Attualmente mi trovo a Malta, come precedentemente detto per un periodo di internship con il progetto Erasmus+.
Prendo circa 6-8 autobus al giorno, ne passa uno ogni 15-20 minuti circa, e mi fa sorridere il fatto che qui i trasporti pubblici non solo siano efficienti, ma anche GRATUITI, per TUTTI non per fasce d’età , se si paga lo si fa per servizi speciali o su misura, e a prezzi umani comunque. Malta sarà anche un piccolo stato, starebbe per intero dentro il golfo di Oristano, e i problemi certo non mancano, ma almeno si percepisce l’impegno, cosa di cui la nostra povera Sardegna ha davvero bisogno, a partire da una mobilità adeguata, a misura e a portata di tutti.
Mi chiedo come una Sardegna indipendente affronterebbe le proprie politiche sui trasporti senza influenze terze, seguendo esempi virtuosi che puntino al progresso e alla sostenibilità senza discriminare nessuno, per una natzione che lo sviluppo lo gestisce attraverso istruzione, inclusione e solidarietà , per andare a Innantis, senza lasciare indietro nessuno.
Ivan Statzu
