SA MATESSI DIE – 12 maggio 1942
Il dittatore Mussolini arriva in Sardegna

Tra il 10 e il 16 maggio Mussolini visiterà la Sardegna.
Il “duce” guida personalmente il suo trimotore in volo verso l’isola. Visita Alghero la bonifica della Nurra, quindi Sassari, La Maddalena, Nuoro e Oristano. Galeazzo Ciano riporterà nel suo diario le espressioni di soddisfatta meraviglia del capo del governo, che non ha sentito nell’isola “un solo grido di protesta” a differenza – dice Ciano – di quanto gli sarebbe accaduto se fosse andato nell’Italia settentrionale.
In effetti sembrava svolgersi in un clima quasi festoso quella che sarà l’ultima visita di Mussolini alla Sardegna (in realtà la penultima: ma nell’ultima breve visita ci verrà prigioniero del governo Badoglio).
Parla a Cagliari in piazza del Carmine, davanti a una folla che una pubblicazione speciale, edita per l’occasione dall’agenzia ufficiale del regime, mostra numerosa e felice.
In realtà il prefetto di Cagliari scrive in una sua relazione che la popolazione è rimasta “estranea e fredda”.
A Cagliari l’opposizione (di pochi, ma duri a morire) è rappresentata soprattutto dai comunisti.
Giovanni Lay, è già stato davanti al Tribunale speciale e poi in carcere; Guido Soro, Nino Bruno, Giovanni Pinna e Peppino Frongia, tutti nel mirino della polizia. Che infatti subito dopo la visita del “duce” li arresta lasciandoli in carcere per 40 giorni, sospettati di essere gli autori delle scritte “Forza Paris” e “Pane e Pace, Llibertà” apparse sui muri della città proprio alla vigilia dell’arrivo di Mussolini.
Le scritte murali – ha ricordato lo storico Bruno Anatra – appaiono in quei mesi anche in altri luoghi della Sardegna meridionale.
A Carloforte in ottobre e dicembre si possono leggere sui muri scritte come “L’Asse ha già perduto la guerra. Hitler e Mussolini mentono” e “Il socialismo vincerà”.
Un vero e proprio volantino morale – dice Anatra – è la scritta che appare in quei giorni a Montevecchio: “Quando bandiera rossa si cantava, si lottava e si conquistava il pane. Con l’Asse che conquista il mondo si rimane scalzi, nudi, senza caffè e con poco pane nero. Lottiamo contro la guerra, per abbattere la dittatura fascista”.
Nell’imminenza dell’arrivo di Mussolini un ispettore della polizia segnala da Cagliari che “all’annuncio della visita del Duce i commenti della gente sono poco lusinghieri, in generale si avverte indifferenza e ostilità”.
Gli risulta che alcune persone, specialmente donne, “si sono permesse di insultare il Duce in modo offensivo”.
Fonti:
M. Brigaglia, Cronologia della Sardegna
