SA MATESSI DIE – 10 maggio (IV sec.?)
Nascita di San Bachisio, il martire siriano che si festeggia solo in Sardegna

San Bachisio, ufficiale romano di origine siriana martire a Barbalissos (una città ricostruita nei pressi delle rovine dell’antica città di Emar nella provincia romana di Mesopotamia, ora in Siria) è un santo che viene attestato solo in Sardegna, così come il suo culto, diffuso soprattutto nel sassarese e nel nuorese.
L’etimologia del nome è ignota, potrebbe forse essere legato al nome Bacco.
A questo proposito abbiamo raccolto delle fonti dalla pagina Onanì Experience (ad Onanì come a Bolotana c’è una particolare devozione per Santu Bachis) per offrire un inquadramento maggiore dell’agiografia e del culto stesso di San Bachisio.
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“Vi sono pochissime testimonianze agiografiche riguardo il culto tributato in Sardegna a San Bacco, conosciuto con il nome locale di Santu Bachis o con la variante italiana di San Bachisio.
Tutto ciò che sappiamo intorno alla figura del Santo proviene da una passio leggendaria secondo la quale, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana, Bacco, ufficiale della guardia palatina, fu martirizzato in Siria assieme a Sergio, suo amico più alto in grado all’interno dello stesso reparto militare. Il martirio sarebbe avvenuto al tempo dell’imperatore romano Massimiano intorno al 300 d.C. e il culto dei due santi si diffuse rapidamente in Oriente, tanto che Sergio e Bacco furono annoverati come celesti protettori delle armate bizantine.
Tuttavia, caratteristica comune a tutta la cristianità d’Oriente e d’Occidente, è la prevalenza della venerazione per San Sergio, al quale sono intitolate numerose chiese e santuari singolarmente o in associazione con Bacco. Invece San Bacco è principalmente venerato in associazione con Sergio, e solo eccezionalmente in forma autonoma.
Da questo punto di vista la Sardegna rappresenta un’anomalia in tutto il mondo cristiano, poiché i rapporti fra i due martiri sono invertiti; infatti Bacco, con il nome evoluto in Bachis o Bachisio, è oggetto di una speciale devozione nell’isola, mentre il culto di Sergio, peraltro mai congiunto a quello di Bacco, è decisamente assai meno diffuso.
Una delle peculiarità più interessanti della figura di Santu Bachis è che esso non può essere annoverato fra i santi “cittadini”.
Infatti nessuna chiesa in Sardegna gli è stata dedicata all’interno dei centri abitati: tutte quelle ancora esistenti o di cui si ha notizia (oltre al santuario di Onanì, anche quelle a Bolotana, Loceri, Nulvi, Telti e Tempio Pausania) sono chiese campestri o comunque site originariamente all’esterno dell’area urbana.
L’esclusiva ubicazione campestre delle chiese potrebbe indicare che il patronato di Santu Bachis, dall’originario ambito militare, si sia esteso al mondo dei campi, alla pastorizia e alla vita della natura.
Questo sospetto si rafforza se si pensa che la Chiesa festeggia San Bacco il 7 ottobre, nella ricorrenza del suo martirio, mentre la festa principale ad Onanì si svolge alla fine del mese di maggio, uno dei periodi più importanti della vita rurale.”
I bolotanesi come dicevamo sopra, sono particolarmente devoti tanto da dedicargli due feste l’anno, per la nascita e per il martirio.
La chiesa di San Bachisio presenta un architrave molto particolare con figure di guerrieri, armati e nudi.
Alcuni storici come l’amico Graziano Fois hanno scritto un interessante saggio sull’interpretazione di queste incredibili figure paganeggianti.
Rubrica a cura di Ornella Demuru
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