SA MATESSI DIE – 2 Febbraio 1956
Sa temporada manna: la nevicata del secolo
”Sa temporada manna”, così 69 anni fa la Sardegna finì nella morsa della nevicata del secolo.
Il 2 febbraio 1956, prendeva il via quella che ancora oggi viene ricordata come la più intensa e prolungata ondata di gelo del ‘900.
Una particolare e rarissima configurazione di blocco atmosferico, che vedeva l’alta pressione delle Azzorre espandersi dalle temperate latitudini oceaniche fino alle coste settentrionali della Russia, risucchiò per tre settimane sul Mediterraneo intense correnti gelide d’estrazione continentale russa che alimentarono continue aree depressionarie foriere di imponenti nevicate
Sulla Sardegna Sa Temporada Manna fu tale da paralizzare i collegamenti per giorni e giorni. Il primo impulso freddo entrò nel vivo la notte del 2 e, salvo la tregua delle precipitazioni del 6 e7, si attardò fino al 9 con nevicate che a più riprese raggiunsero le coste e Cagliari.

A Fonni il termometro scese fin quasi -10°C mentre a Cagliari ed Alghero si raggiunsero i -3°C.
Il secondo impulso arrivò la notte del 12 e, gettandosi veemente dalla valle del Rodano sul Mar di Sardegna, fu poi responsabile della copiosa nevicata del 14 sul capoluogo sardo con accumuli che in città superarono localmente i 20 centimetri.
La terza ed ultima recrudescenza fredda impegnò l’isola tra il 20 ed il 21 apportando nuove abbondanti nevicate sui centri della Barbagia ed ultime fugaci apparizioni della dama bianca fino alle coste.
Nei centri montani, ormai stremati da giorni di tempeste e alle prese con un interminabile conta dei danni, la neve veniva ripetutamente buttata giù dai tetti per evitare crolli e nelle vie ci si muoveva in vere e proprie trincee.

COSA ACCADDE A FONNI QUEL FEBBRAIO DI OLTRE 60 ANNI FA.
La fase critica iniziò il primo Febbraio, a Fonni iniziò a nevicare con temperature che oscillavano attorno ai -6°C. Durante i due giorni successivi il termometro precipitò fino a -9.4°C il tutto sotto forti bufere di neve. In tutta l’isola le precipitazioni erano nevose fino al mare.
Il 6 e il 7 furono due giorni di tregua per quanto riguarda le precipitazioni, la temperatura tuttavia rimase sempre sottozero.
Il giorno 8 Febbraio tormente e temperature ancora più gelide flagellarono nuovamente la Sardegna, quando un nuovo minimo depressionario fra la Corsica e la Toscana provocò intense nevicate su tutta la regione. Lo strato nevoso a Fonni sfiorava già gli 80 cm.
Tra il 12 e il 14 febbraio giunsero nuove correnti gelide dalla valle del Rodano determinando temperature rigidissime in quota che avvolsero tutta la Sardegna e determinarono intense nevicate che colpirono particolarmente la Barbagia. A Fonni si registrarono altri 60 cm di neve fresca in poco più di 48 ore.
Gelo e precipitazioni insistettero ancora nei giorni successivi e nuove nevicate si ripeterono in particolare il 17 febbraio su tutto il Centro-Sardegna, anche se con temperature meno rigide dei giorni precedenti. Fonni registrò altri 40 cm di neve.

Il mese di Febbraio chiuse con una temperatura media di -1.5°C, con un’anomalia di oltre 5 gradi rispetto alla media. Fuori norma pure le precipitazioni totali a quasi 200 mm dei quali il 90% sotto forma di neve. Fu come se il paese si fosse improvvisamente spostato a oltre 1500 metri di quota.
Il 20 Febbraio in paese la situazione era la seguente, come illustrato dalle foto in basso.
La neve veniva ripetutamente buttata giù dai tetti per evitare i crolli, nonostante questo i danni a parecchie case di pastori transumanti e quindi assenti dal paese furono notevoli.
Furono scavate delle vere e proprie trincee per facilitare il transito. La neve, spesso ammucchiata, resistette in paese fino a Giugno inoltrato.
Fonti:
L’Unione Sarda
