LO STATO ITALIANO DICE CHE NON POSSIAMO ESSERE TRATTATI COME UNA MINORANZA LINGUISTICA
Al lavoro per la co-ufficialità del sardo, l’approvazione della Carta Europea della Lingue Minoritarie, una seria politica plurilingue… 🌿
A proposito…
Per capire la complessità politica della partita basti ricordare che in una importante sentenza della Corte Costituzionale, che ancora oggi va presa a riferimento, si dice che il sardo non si configura come una minoranza linguistica perché “la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie non è mai stata ratificata dallo Stato italiano”.
In pratica: lo Stato dice che non possiamo essere trattati come una minoranza linguistica – al pari del tedesco e dello sloveno, per intenderci – perché lo Stato non ha ratificato la Carta che ci tutelerebbe come minoranza. (per la cronaca, essere minoranza non è la mia aspirazione, come sapete, ma nel quadro attuale sarebbe un gran passo avanti in materia di insegnamento, stipendi, diritti di rappresentanza…).
La Corte dice anche che di fatto il sardo manca di co-ufficialità con l’italiano. E qui la responsabilità è da smezzare fra noi e loro: perché noi siamo stati storicamente timidi, per non dire altro, tanto da non mettere la lingua nello Statuto ma quando si prova ad affermare la co-ufficialità (ne riparleremo) lo Stato punta i piedi.
Infine la Corte evidenziava l’impossibilità di riconoscere il sardo come lingua di minoranza perché “mancherebbe la stessa individuazione di una lingua sarda unificata, risultando la stessa articolata in più dialetti dotati di significativa identità propria”.
Questo passaggio, che la Corte Costituzionale italiana dice di fare “a titolo esemplificativo”, è di grande malizia: non potendo negare che il sardo è stato riconosciuto dalla famosa legge 482 come una lingua (e non più come un dialetto un po’ strano dell’italiano, come a lungo si è voluto far credere ai sardi stessi) si cambia strategia e si dice, sì, sarà anche lingua ma non è “una” lingua, dato che è divisa al suo interno in diversi “dialetti” che sono più forti e significativi della lingua sarda nel suo complesso.
Insomma, un vero capolavoro giuridico-politico che ci deve rendere coscienti della complessità della partita. E del fatto che va aggredita con decisione su più fronti.
Scordavo. La Corte dice ovviamente che non si applica ai sardi la Convenzione per le minoranze nazionali. E su questo mi taccio perché a forza di ripetere quanto sia importante e concreto far sapere agli altri che ci consideriamo (quantomeno) una “nazionalità” differente rischio di diventare noioso.
A innantis! 🌿
