SA MATESSI DIE – 2 Febbraio 1950

Il Governo italiano respinge la legge di bilancio della Sardegna
La stagione autonomistica non ĆØ neanche iniziata che subito si fa evidente la dimensione strutturale di quella che oggi chiamiamo “Vertenza Entrate”: il bilancio della RAS viene respinto dal Governo italiano.
Secondo l’Italia al capitolo 14 ĆØ stata illegittimamente inscritta la somma di 2 miliardi di lire (precisamente 2.086.000.000) come quota dell’imposta generale sull’entrata da devolversi alla Regione Sardegna sulla base dell’articolo 8 dello Statuto, presunta nella misura del 90%.
Il Governo italiano afferma che non ĆØ stata seguita la procedura prevista dallo Statuto, secondo cui la quota dell’imposta generale deve essere stabilita con decreto dei ministri del Tesoro e delle Finanze.
Inizia dunque una vicenda che continua ancor oggi, in cui i soldi che per Statuto dovrebbe restare ai sardi, in un modo o nell’altro non tornano a casa o non lo fanno nei tempi e nelle quantitĆ dovute, perchĆ© lo Stato mantiene il controllo sulla procedura di determinazione, incameramento e redistribuzione della ricchezza prodotta in Sardegna.
Per rompere questo meccanismo vizioso nel 2012 il comitato “Fiocco Verde”, presieduto da Franciscu Sedda, raccoglierĆ più di 31.000 firme per una iniziativa di legge popolare per l’istituzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate, che diventerĆ norma nel 2018 grazie al lavoro dell’indipendentismo al governo, ma che tutt’ora aspetta di essere implementata per dare risultati concreti per la vita dei sardi e l’economia della Sardegna.
Rubrica a cura di Ornella Demuru
