UNA COALIZIONE (E UNA PRESIDENZA) PER L’AUTODETERMINAZIONE

Si ripete da decenni che ai sardi serve unità e che serve per far valere collettivamente le nostre ragioni.
Io credo che la strada dell’unità del popolo sardo è la direzione in cui sta andando la Coalizione Democratica, Progressista, Indipendentista. Ma questo cammino va riconosciuto, assunto consapevolmente, raccontato.
Dunque diciamolo: al tavolo ci sono evidenti differenze (e confronti appassionati su queste differenze) ma se c’è una cosa condivisa, che mette insieme tutte le sigle, è che nessuno vuole che le decisioni si prendano più a Roma: tutti siamo concordi sul fatto che le decisioni vanno prese in Sardegna, compresa quella sulla futura presidenza della nostra terra. (E del resto se il tavolo è impegnato da tempo in un confronto così serrato è proprio perché non c’è alcun nome imposto o imponibile da fuori!)
Ma questo sarebbe ancora poco se non ci accorgessimo che ciò che ci unisce sempre più è non solo l’idea che le decisioni vanno prese in Sardegna ma che vanno prese per la Sardegna. È l’idea che il/la presidente che sceglieremo e il governo che lo/la affiancherà, dovrà rispondere soltanto ai sardi, ai diritti e agli interessi dei sardi. Senza tentennamenti quando alle esigenze e ragioni dei sardi e della Sardegna verranno contrapposte priorità e fedeltà d’oltremare.
Perché è chiaro che se anche le più grandi potenze mondiali hanno difficoltà a far valere se stesse, difficilmente la Sardegna potrà incidere sulle politiche energetiche, sulla lotta all’inflazione, sulla creazione di lavoro, sul diritto alla salute, alla mobilità, all’istruzione, sulla valorizzazione della nostra storia, lingua e cultura, sulla difesa dell’ambiente per noi e per il bene del pianeta, sulla definizione di interdipendenze utili ed efficaci, senza una guida e un governo che non abbia altra appartenenza, altra fedeltà che a questa terra, al nostro popolo, al suo sacrosanto, inalienabile, vitale diritto all’autodeterminazione e all’emancipazione.
Riconoscere questa unità che si sta forgiando di incontro in incontro è ciò che ci può far avanzare, come coalizione e come collettività.
Si tratta di essere conseguenti. Si tratta di superare naturali paure e tentennamenti. Si tratta di valorizzare questa rivoluzione dell’appartenenza che lentamente ma decisamente sta prendendo forma. Si tratta di fare di questa coalizione una coalizione per l’autodeterminazione, come A innantis! ha proposto al tavolo più di un mese fa e come tanti altri al tavolo stanno iniziando a dire nei propri interventi.
Se si avrà la lungimiranza e il coraggio di essere conseguenti, di proseguire su questa via, non solo si toccherà il cuore stanco e disilluso dei sardi ma si faciliterà anche il lavoro di scelta del/la Presidente: dovrà essere la persona che, con spirito di unità e capacità di lavoro di squadra, sappia incarnare e valorizzare questa innovazione, questa visione di autodeterminazione, questo programma di radicale cambiamento che metta i diritti e gli interessi dei sardi al di sopra di tutto, che sappia affrontare a testa alta e senza ipoteche mentali e materiali le insidie che arriveranno da Roma, che sappia rendere chiaro nel Mediterraneo e in Europa che qui, proprio in quest’isola dove stiamo e vogliamo stare tutti noi, c’è un popolo con una sua soggettività. Un popolo che si vuole alzare in piedi, rimboccare le maniche, darsi da fare per risolvere i suoi problemi, per dare risposte concrete al desiderio di libertà, dignità, prosperità che abita dentro ciascuno di noi.
Facciamolo.
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
