SA MATESSI DIE – 11 settembre 1932

Una carovana di intellettuali italiani va in crociera alla scoperta della Sardegna
Nel settembre del 1932 la Sardegna è meta di una curiosa crociera. La rivista culturale “Italia letteraria” invita scrittori, artisti, giornalisti ed intellettuali di vario genere a visitare l’Isola.
La crociera durerà 10 giorni: vi è abbinato un concorso letterario per il miglior “diario di viaggio”, che sarà premiato con cinquemila lire.
Il viaggio salutato con enfatiche parole da qualche intellettuale sardo, è un vero e proprio tour de force, perché i crocieristi sbarcati a Terranova (Olbia), vengono portati in giro per la Sardegna con brevi tappe e trasferimenti ininterrotti: da Tempio a Sassari, da Sassari ad Alghero, da Alghero a Macomer, da Macomer a Nuoro, da Nuoro a Oristano, da Oristano a Cagliari.
Ma prima di arrivare a Cagliari, grandi e piccole escursioni a singoli monumenti: da Oliena a Nuraghe Losa, dalla Diga del Tirso a Mussolinia di Sardegna, l’ultima “opera del regime”.
E in ogni centro, grande e piccolo, c’è un comitato di accoglienza, appositamente costituito, presieduto in genere dal segretario del Fascio, quasi a dimostrare l’interesse che il regime ha a far vedere la Sardegna “resuscitata” dalla sua mano benefica.
Da Cagliari dove l’arrivo dei croceristi passa un po’ in secondo piano perché nello stesso giorno, si incendia l’officina del gas, “la carovana degli intellettuali”, come l’ha chiamata Raffaello Delogu, si imbarca su una nave che risale tutta la costa occidentale, con breve sosta folcloristica a Carloforte.
Ripresa la rotta verso nord e aggirata la punta estrema dell’Asinara, la nave attracca a Porto Torres, e di qui, dopo una escursione alla basilica di Saccargia, di nuovo verso La Maddalena e Caprera.
Non sono molti né i croceristi né i concorrenti al premio.
Una giuria, composta tra gli altri da Grazia Deledda, Silvio Benco e Cipriano Efisio Oppo, decreta l’ex-aequo fra Elio Vittorini Vittorini, che partecipò con lo pseudonimo “Amok”, e Virgilio Lilli.
Diverse parti del testo di Vittorini furono pubblicate prima su L’Italia Letteraria (25 dicembre 1932), con il titolo “Quaderno sardo”, poi sul Bargello (1 gennaio 1933), con il titolo “Gioia Mussolinea, tristezza di Iglesias”, e su Solaria (gennaio 1933), con il titolo “Giorni di mare”.
Nel 1936 il testo uscì in volume, con il titolo “Nei Morlacchi. Viaggio in Sardegna”, con la prosa lirica Nei Morlacchi, per l’editore Parenti, e poi nel 1953 per Mondadori, con il titolo definitivo “Sardegna come un’infanzia”.
Mentre Virgilio Lilli, giornalista (è tra i primi giornalisti occidentali a entrare a Hiroshima) il suo testo “Viaggio in Sardegna” rimase a lungo inedito, è stato pubblicato soltanto nel 1999 da Carlo Delfino.
Fonti:
M. Brigaglia, Cronologia della Sardegna contemporanea
Wikipedia
Rubrica a cura di Ornella Demuru
