DAL TURISMO CAFONE ALLA COSCIENZA PULITA: SERVONO CUSTODI DELLA TERRA
l turista cafone sarà anche (si spera) un’eccezione, però se in questa terra ogni giorno si comunica che tutto è fatto per il turismo, allora è più facile che un turista pensi di poter fare tutto.

Perché se quello che passa nella percezione collettiva è che il turismo è “ad ogni costo” allora quello che rimane alla fine sono soprattutto i costi.
Per intenderci, se da noi la solfa è “Questi sono i tuoi caraibi”, e giù foto di spiagge deserte pronte ad essere “possedute”, allora non è difficile che qualcuno pensi che siamo talmente disperati che siamo disposti a tollerare tutto. È l’esatto contrario di una bella pubblicità dell’ente del turismo dell’India di qualche anno fa, che sostanzialmente diceva – attraverso una frase di Gandhi! – “se hai intenzione di rispettare l’India sei ben accetto, se no stai pure dove sei”. Che è tra l’altro un gran modo per dire: “Dovresti davvero venirci qui, perché non è un posto di morti di fame ma un luogo che merita di essere conosciuto e vissuto proprio perché ha una sua dignità”.
Per questo, se ne avessi il potere, proporrei che all’atterraggio in Sardegna le varie compagnie siano tenute, in primo luogo, a dare il bentornato a casa ai sardi, a chi vive sull’isola tutto l’anno. Che è già un modo per far capire che la Sardegna è abitata. Anche d’inverno e persino dai sardi! Poi di dare il benvenuto a chi arriva. Infine ricordare a tutti che l’ambiente e la cultura della Sardegna vanno rispettate. Che i mozziconi di sigaretta non vanno infilati sotto la sabbia e che a sua volta la sabbia non va portata via. Pena multe pesanti. Così, giusto per ribadire che non si sta arrivando in un paradiso deserto in cui tutto è concesso.
(A proposito di mozziconi, un plauso a tutti i volontari che quotidianamente o in occasioni speciali si adoperano a raccogliere mozziconi e plastica, come è successo anche nei giorni scorsi, per la Giornata Mondiale dell’Ambiente)
L’annuncio lo si starebbe facendo ai turisti, a cui lo si dovrebbe ribadire chiaramente nei luoghi topici con cartelli appositi, ma anche magari assumendo per la stagione estiva delle ragazze e dei ragazzi che girino per le spiagge, diano informazioni ambientali, storiche, culturali. Dei custodi della terra. Che lavorerebbero per sé e per la Sardegna.
Ma, ovviamente, il richiamo alla cura dei luoghi e della cultura sarda lo si farebbe anche a noi stessi. Perché i sardi non sono esenti da responsabilità. Perché è chiaro che ogni nostro messaggio è più forte se uno arriva in Sardegna e non trova immondezzai ai margini delle strade o vede il sardo buttare a terra quello che si trova in mano per non fare lo sforzo di arrivare ad un cestino. Vale la regola che uno si adegua più facilmente all’atmosfera che trova intorno.
E a proposito di atmosfera, non andrebbe sottovalutata quella prodotta dallo Stato in cui malauguramente ci troviamo a vivere. Dalla varie immondizie morali – la polemica fine a se stessa, la cafonaggine sbandierata come un vanto, la furbizia giustificata se non lodata, l’ipocrisia e la doppia morale come stile di vita – che giorno per giorno ci avviluppano, anche a causa della distruzione dell’istruzione, fino ad arrivare al bombardamento estensivo, pluridecennale, della Sardegna, ampiamente esaltato anche dai nostri stessi mezzi di comunicazione, oltre che dal Ministero della Difesa: ecco, tutto questo non lancia certo un messaggio di cura per la cultura e di rispetto del territorio.
Però attenzione. Non vale il benaltrismo. Non è che siccome loro bombardano noi siamo giustificati a sporcare. O che non ha senso far notare che il mozzicone va portato via perché qualcuno in Sardegna crea discariche a bordo strada. No. Ognuno è chiamato a fare il suo. A tenere la sua terra e la sua coscienza pulita. Senza isterismi moralisti e perfezionisti ma neanche senza far sconti, senza chiudere gli occhi o lavarsene le mani perché risulta faticoso. Con una determinata gentilezza.
Ognuno può essere un custode della terra. E insieme l’atmosfera può cambiare.
Magari, credendoci e investendoci adesso, proprio a partire da ora, fra qualche anno avremo davvero gli annunci sugli aerei, i ragazzi in spiaggia a sensibilizzare, maggiore pulizia e prosperità, più rispetto per noi e di noi.
A innantis! ![]()
Franciscu Sedda
