SA MATESSI DIE – 12 Febbraio 1912
A Bosa scoppia un’epidemia di vaiolo

Decine di ricoveri al lazzaretto, e 4 morti in pochi giorni a Bosa che all’epoca era uno dei più grossi centri dell’Isola.
Il vaiolo è una malattia contagiosa di origine virale che nel 30% dei casi risulta fatale.
E infatti questa era la più temuta tra le epidemie, per i segni terribili che lasciava su chi riusciva a sopravvivere.
Ma erano enormi anche i vuoti che lasciava tra la popolazione: quando si presentò nel 1747 causò soltanto a Cagliari, come riferisce lo storico Giuseppe Manno, la morte di 500 bambini; terribile anche la recrudescenza del 1829, quando nella provincia di Sassari si ebbero 7807 vittime.
Solo dalla successiva epidemia del 1846 si iniziarono a registrare i primi effetti positivi della diffusione del vaccino.
In sardo viene chiamata “sa pigotta manna”.
Il poeta Melchiorre Murenu di Macomer (1803-1854), conosciuto come ‘l’Omero dei poveri”, era stato colpito da bambino dal vaiolo; era scampato dalla morte ma, come ricordava nei versi di una celebre supplica, aveva perduto la vista:
«Dae pitzinnu’e tres annos, / pro mia crudele atzotta, / unu infettu de pigotta / sa vista mi nd’at leadu»
(Da bambino di tre anni per mia crudele disgrazia un attacco di vaiolo mi ha tolto la vista).
Il vaiolo e anche il colera sono state devastanti per la storia della Sardegna.
L’ultimo caso conosciuto di vaiolo nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980.
Fonti varie
La foto è del lazzaretto di Cagliari
