LA FORNERO E IL TERRORISMO PSICOLOGICO ANTI-INDIPENDENTISTA
L’ex ministra Fornero sostiene che “se domani la Sardegna fosse un Paese a sé” non avrebbe di che pagare le pensioni ai suoi giovani.

La verità è che se domani la Sardegna fosse un Paese a sé avrebbe di che pagare le pensioni dei propri giovani e anziani, checché ne dica la poca amata ex-ministra italiana, lanciatasi su Videolina a fare un po’ di terrorismo psicologico anti-indipendentista a buon mercato, rispolverando il vecchio spauracchio del “chi pagherà le pensioni a noi sardi?!”.
Se la Sardegna fosse un Paese a sé vorrebbe dire che la società sarda nel mentre si è svegliata e tirata fuori dallo stato di dipendenza, sfiducia, disoccupazione in cui l’hanno condotta 200 anni di politiche italiane.
Se la Sardegna fosse un Paese a sé vorrebbe dire che ha sviluppato un sistema dell’istruzione e del lavoro a misura dei suoi giovani, perché colgano e mettano a frutto ogni potenzialità di questa terra meravigliosa, ribaltando l’idea (che purtroppo ripetono a piè sospinto dalle elementari all’università) del “qui non c’è nulla da fare” in quello che dovrebbe essere il nostro mantra: “qui è tutto da fare!”.
Se la Sardegna fosse un Paese a sé vorrebbe dire che in questi anni saremo riusciti a generare una tale mobilitazione di energia materiali e morali per creare una società aperta, dinamica, basata sul talento e le capacità, capace di produrre lavoro sano e sostenibile, mettere un freno all’emigrazione, al precariato, al burocratismo, all’evasione, alle corruttele, alle diseguaglianze sistemiche che oggi lo Stato italiano ci offre come orizzonte.
Se la Sardegna fosse un Paese a sé, tra l’altro, avrebbe un bel po’ di anni per costruire un suo sistema pensionistico perché – questo la Fornero non lo dice – lo Stato italiano sarebbe tenuto dalle leggi internazionali a pagare le pensioni delle sarde e dei sardi che all’Italia hanno versato e versano i contributi: di contro e nel mentre lo Stato sardo per un po’ di anni incamererebbe i contributi avendo ben poche pensioni da pagare, avendo così il tempo di costruire un sistema pensionistico diverso, migliore, funzionale alle sue esigenze.
La verità è che se c’è qualcosa di cui i sardi devono aver paura è proprio che non diventando un Paese a sé, restando una periferia di uno stato distante e disorganizzato come l’Italia, vedano i loro contributi andare in fumo e non tornare mai più.
La verità è che se c’è qualcosa di cui i sardi devono aver paura è proprio che non diventando un Paese a sé, lasciando il proprio futuro in mano della mediocre classe dirigente italiana, vedranno aumentare la quantità di pensionati rispetto alla forza lavoro, condannando la Sardegna ad essere una periferia abbandonata e depredata.
La verità è che i sardi non hanno altra scelta se non impegnarsi per essere quanto prima un Paese a sé.
A innantis!
Franciscu Sedda
