SA MATESSI DIE – 25 ottobre 1913
Sardegna: le prime elezioni politiche a “suffragio universale” sono solo una mezza rivoluzione

Elezioni politiche 1913, per l’Italia è la prima volta del cosiddetto “suffragio universale”: in realtà votano soltanto i maschi, e neppure tutti, (le donne invece dovranno aspettare il 1946 mentre in gran parte dei paesi europei votavano già da 30-40 anni).
Comunque la legge triplica il numero dei votanti in tutta Italia. In Sardegna però gli elettori aumenteranno molto di più: del 403 per cento, addirittura del 480 per cento nella provincia di Cagliari.
Gli elettori sardi passano dai 42mila censiti nel 1911 a quasi 179mila, con una media di 21 elettori ogni cento abitanti.
Inoltre in Sardegna c’è una mezza rivoluzione: quasi metà dei collegi viene conquistata da uomini della sinistra, il radicale-cattolico Francesco Dore a Nuoro, il socialista riformista Felice Porcella a Oristano, il “padre” del socialismo sardo Giuseppe Cavallera a Iglesias – tutti e tre eletti per la prima volta contro deputati liberali o conservatori – e i radicali Roth ad Alghero e Pala a Tempio, riconfermati.
La battaglia più calda è nel collegio di Isili, dove è tradizionalmente candidato Francesco Cocco Ortu. Contro di lui si presenta un avvocato e giornalista sassarese Guido Aroca, 32 anni.
Vive a Roma, dove è stato redattore dell’Osservatore Romano, fino a quando, sceso in duello ufficiale di marina per un suo articolo sulla mancanza di assistenza alle vittime del terremoto di Messina, è stato costretto alle dimissioni.
Sindacalista si è battuto in difesa dei sardi nei giorni del “massacro di Itri” (vedi 12-13 luglio 1911).
Una leggenda elettorale, raccontava che, contro le prescrizioni della Chiesa, facesse la comunione in tutti i paesi che visitava, anche cinque-sei in un giorno, portando così sino allo stremo il grande boss del giolittismo sardo, Cocco Ortu.
Su 53, quanti sono i comuni del collegio, Aroca riporta la maggioranza in 32 (fra cui centri importanti come Sanluri, Sorgono, Tonara).
Cocco Ortu solo in 21. Ma a Isili Cocco Ortu prende 415 voti e Aroca solo 4: Coco Ortu vince nel collegio per 151 voti. Si parlerà comunque di brogli.
Alla fin fine Cocco Ortu riuscì a stento a prevalere sul cattolico Aroca, chiaro segno che, con l’estensione del diritto di suffragio, non erano più sufficienti la base elettorale e il reticolo di clientele costruiti in tanti anni di impegno governativo.
Subito dopo le elezioni Aroca incontra Cocco Ortu e figlio, in una via di Cagliari, parte uno schiaffo, il vecchio ex-ministro cade a terra e si ferisce leggermente.
Per la Sardegna è comunque già iniziata una nuova epoca.
Fonti:
Manlio Brigaglia, Cronologia della Sardegna contemporanea
Treccani
Rubrica a cura di Ornella Demuru
