Pascoli ritrovati, diritti rubati: 100 milioni tornano ai sardi, 11 anni dopo
Una buona notizia. 11 anni dopo.
500mila ettari di territorio sardo, considerati bosco dall’Agenzia italiana per le erogazioni in agricoltura, saranno finalmente riconosciuti come “pascolo”. Il che significa che ai nostri agricoltori e allevatori potranno essere riconosciuti 100 milioni di contributi. Aria fresca per un settore tanto strategico quanto sofferente.
Correva l’anno 2014 quando come indipendentisti denunciammo con forza, e portammo dentro il Parlamento Sardo, la questione della truffa ministeriale che, fregandosene delle specificità del nostro territorio, trasformava il “pascolo cespugliato” in “bosco”. E dunque sottraeva ai nostri allevatori risorse enormi e dovute.
Ieri è stato riconosciuto quanto ci spetta. A dimostrazione che le battaglie vanno combattute perché sono giuste e si possono vincere. Anche se sarebbe meglio vincerle più in fretta. E ancora meglio sarebbe neanche doverle combattere. Ma per questo servirebbe l’indipendenza e dunque la possibilità di costruire sistemi e regole a misura del nostro territorio e delle sue specificità. Tanto in agricoltura, quanto in materia di numeri per il sistema scolastico, quanto in materia di fiscalità ecc. ecc. ecc.
Intanto, portiamo a casa questo risultato. E soprattutto snelliamo la burocrazia per fare in modo che Argea, l’Agenzia sarda per la Gestione e l’Erogazione degli Aiuti in Agricoltura, possa disbrigare velocemente le pratiche, dimostrando che possiamo gestire meglio, da noi, questa materia così complessa.
Per la cronaca. Anche Argea è frutto della spinta indipendentista a uscire dalle grinfie ministeriali italiche e costruire lo Stato sardo, a prenderci pezzo dopo pezzo poteri e responsabilità. Esercitare bene questi poteri e responsabilità, nell’interesse dei sardi e della crescita del lavoro e della prosperità della Sardegna, è il passo successivo e necessario.
A innantis! ![]()
