SA MATESSI DIE – 26 giugno 1928
Giurate a Luogosanto le “Paci” fra le famiglie galluresi Battino e Maiorca

Celebrate a Luogosanto alla presenza del vescovo Albino Morera di Tempio, le “Paci” solenni fra due famiglie coinvolte in una faida che durava da 27 anni.
Solo nel 1928 si riuscì a concludere, in modo definitivo e radicale, la pacificazione delle antiche fazioni contrapposte con una formula che a vederla oggi ci lascia esterrefatti.
Infatti fu l’azione degli organi dello Stato associata alla radicale e intransigente politica sulla sicurezza pubblica del governo fascista e all’opera pacificatrice della Chiesa riuscirono a concludere le ultime Paci della Gallura (giuramento pubblico tra le famiglie coinvolte in una determinata faida).
Per le autorità fasciste, federali e locali, era un punto d’onore pacificare la Gallura cancellando l’ultima faida che coinvolgeva parte della popolazione di Luogosanto, Aglientu, San Pasquale e Bassacutena.
La solenne cerimonia di pacificazione si tenne nella piazza Cesare Battisti ‘Rotareddu’ per poter meglio accogliere le centinaia di persone provenienti dall’intera Gallura.
La messa all’aperto fu celebrata, dal vescovo di Tempio monsignor Albino Morera, con la collaborazione del parroco di Luogosanto il teologo dottor Paolo Pintus e il Capitolo dei canonici della Diocesi.
Presenziarono tutte le autorità dello Stato e del partito fascista della Gallura, i podestà di Arzachena, la Maddalena e Aggius, il senatore Pietro Lissia, il prefetto di Sassari cavalier David, il segretario politico del fascio di Luogosanto Andrea Pruneddu e il professor Pietro Orecchioni.
Oltre al commissario prefettizio di Tempio cavalier Celestino Manca, il centurione della milizia Leonardo Gana e il segretario politico tempiese professor Bernardo Sansan. Le organizzazioni fasciste locali: Avanguardisti e Balilla.
La cerimonia religiosa fu particolarmente solenne e partecipata.
A destra dell’altare, innalzato a sinistra della sede della Società di Mutuo Soccorso, si erano disposti gli appartenenti alle famiglie Battino, Demuro Pruneddu, Suelzu, Sanna e Ciboddo Pietro di Canu; a sinistra erano i componenti della famiglia Maiorca, Matteo Pisciottu Coddinieddu e i figli di Michele Ciboddo.
In preparazione dell’evento, qualche tempo prima, le autorità concessero la grazia a Giovanni Battistino.
I componenti di tutte le famiglie, ad uno ad uno, sfilarono davanti al vescovo Morera per baciare il Santissimo. Primo tra tutti baciò il Crocefisso Giovanni Battino abbracciando commosso poi tutti i componenti della famiglia Maiorca e Ciboddo.
Fu una cerimonia commovente e sincera che sancì una pace finalmente duratura. Conclusero lo storico evento religioso le autorità civili e politiche con vibranti discorsi.
Fu anche festa popolare con manifestazioni di giubilo, canti e balli, che si protrassero fino a notte fonda.
La Gallura, con la fine dell’ultima faida legata all’omicidio del ricco possidente della cussorgia d’Izzana Antonio Maiorca, si poteva dire finalmente pacificata.
Una nuova realtà politica, sociale e umana si era affermata. Le antiche regole della civiltà pastorale gallurese, accettate e applicate per secoli, venivano abbandonate. La società adottò nuovi principi di comportamento basati sull’accettazione di una nuova realtà politica e istituzionale.
L’antica consuetudine di farsi giustizia da sé, ricorrendo quando fosse ritenuto necessario all’omicidio, era stata abbandonata e sostituita dal perdono evangelico.
Lo sviluppo dell’istruzione pubblica e della cultura, l’adozione di nuove idee politiche ed economiche avevano lentamente mutato i comportamenti dell’intera comunità. La Gallura finalmente voltava pagina.
ps. la foto è evocativa e non richiama direttamente i fatti
Fonti:
Mario Scampuddu in “Nè Irrè nè Istatu, Antistoria dei Galluresi (1600 – 1900)”, Editrice Taphros 2015
Rubrica a cura di Ornella Demuru
