SA MATESSI DIE 16 ottobre 1909
In Sardegna si manifesta contro la condanna a morte del pedagogista anarchico Francisco Ferrer

In Sardegna si manifesta contro la condanna a morte del pedagogista anarchico Francisco Ferrer
Il 13 ottobre 1909 viene fucilato a Barcellona, nella fortezza di MontjuĆÆc, il pedagogista anarchico Francisco Ferrer y Guardia, arrestato perchĆ© ritenuto fomentatore della Semana tragica che aveva incendiato la Catalogna, sottoposto a un processo farsa, condannato con prove artefatte. Finisce cosƬ il suo sogno di una scuola veramente laica, libertaria, mai coercitiva nei metodi e scientifica nellāinsegnamento.
In tutta la Sardegna, da Cagliari a Sassari, operai e studenti, manifestano in piazza per giorni contro la barbara condanna di Ferrer.
Ma poco altro ci ĆØ dato sapere, ma giĆ il semplice fatto della manifestazione ci impressiona, soprattutto se pensiamo alle condizioni in cui versava la Sardegna all’epoca.
Eppure scenderanno in piazza per giorni.
Francisco Ferrer, nato il 14 gennaio 1859, si era ribellato allāeducazione repressiva giĆ da ragazzino, quando, picchiato insieme al fratello dal parroco deciso a non permettere che i due partecipassero al funerale civile dello zio libertario, non ci aveva pensato due volte a sporgere denuncia per percosse. In quel momento, racconterĆ , si era formata in lui lāidea di una scuola che rispettasse i bambini e i ragazzi, che li educasse con la ragione e alla ragione.
Come dirĆ Albert Camus: Ā«Francisco Ferrer pensava che nessuno sia malvagio volontariamente e che tutto il male presente al mondo provenga dallāignoranza. Ć per questo che gli ignoranti lāhanno assassinatoĀ».
Le scuole laiche giĆ esistevano dal 1868, create dalle avanguardie operaie che volevano unāistruzione diversa per i propri figli, ma fu con la Escuela Moderna di Ferrer che venne proposto un modello completamente nuovo.
Qui non si insegnava a obbedire allāautoritĆ , ma a contestarne la stessa esistenza. Non si insegnava ad aderire ai pregiudizi, ma ad analizzarne lāorigine e la fondatezza, quindi a smontarli. Essendo il fine ultimo della scuola, secondo Ferrer, il pieno sviluppo fisico, morale e intellettuale dellāalunno, lāeducazione doveva avvenire nellāassoluto rispetto della sua personalitĆ , in modo di fare di lui un essere libero.
Ai bollettini che pubblicava la scuola di Ferrer collaboravano personaggi illustri, come il geografo Reclus, il biologo Haeckel, il filosofo Spencer, lāastronomo Flammarion, il grande Tolstoj, e naturalmente il nobile anarchico Kropotkin, da sempre convinto dellāimportanza di una pedagogia libertaria.
Anche Anatole France, scrittore che nel 1921 riceverĆ il premio Nobel, sposa il progetto della Escuela Moderna, e dopo la morte di Ferrer scriverĆ sulla vicenda parole durissime.
Ferrer viene arrestato una prima volta con lāaccusa di aver plagiato Mateo Morral, lāanarchico che il 31 marzo del 1907 ha lanciato un mazzo di fiori che nascondeva un esplosivo verso la carrozza di Alfonso XII e Victoria Eugenia, quindi si ĆØ suicidato subito dopo la cattura. La coppia reale si ĆØ salvata, ma lāordigno ha provocato una strage.
Lāordine ĆØ di arrestare tutti gli anarchici che abbiano avuto un seppur minimo contatto con lāaspirante regicida, e tra gli altri vengono presi JosĆ© Nakens, giornalista repubblicano, e Francisco Ferrer, perchĆ© Morral per un breve periodo aveva lavorato nella biblioteca della Escuela Moderna.
Si usa come pretesto la vicenda per chiudere tutte le scuole anticlericali, dunque anche le Università popolari create dai socialisti, e naturalmente la Escuela Moderna, che ha varie filiali e più di 1700 allievi.
A giugno, mentre Nakens ĆØ condannato alla gogna e a nove anni di reclusione, Ferrer viene assolto pienamente, ma non riesce a riaprire la sua scuola.
Ferrer y Guardia prova, nel 1909, a riaprire le sue scuole fondando la Ā«Lega internazionale per lāeducazione razionaleā, con presidente onorario Antole France. Ma la Semana tragica blocca tutto.
La Spagna vuole il suo posto al sole, vuole aumentare la sua influenza in Nord Africa. Un attacco berbero contro gli operai impegnati nella costruzione della ferrovia che avrebbe collegato Mellila alle miniere di Beni-Buifur serve come scusa per scatenare la guerra.
La popolazione si ribella a una guerra che non vuole e colpirebbe soprattutto i più poveri. Viene indetto uno sciopero generale per il 2 agosto, ma il 26 luglio, a Barcellona, le violente reazioni della popolazione alla Guardia Civile che vuole far imbarcare a forza i coscritti, danno inizio a quella che sarà chiamata la Semana tragica.
La repressione della polizia provoca 80 morti, oltre 500 feriti, 3000 fermati, 5 condannati a morte.
Tra i condannati, Ferrer.
Anatole France scrive del suo amico: «Il suo crimine è quello di essere repubblicano, socialista, libero pensatore; il suo crimine è di aver insegnato laicamente a Barcellona, istruito migliaia di ragazzi nella morale indipendente; il suo crimine è quello di aver fondato scuole».
Fonti:
Manlio Brigaglia, Cronologia della Sardegna contemporanea
The Huffingtonpost
Rubrica a cura di Ornella Demuru
